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Archive for the ‘Fai da te’ Category

Avete presente il lardo di Colonnata? Bene, lì lo fanno nelle conche di marmo nelle grotte, e noi questo lusso non ce lo possiamo permettere. Ma ci arrangiamo come possiamo.

Prendiamo un amico che sta ammazzando (pardon, macellando) un maiale. Magari di dicembre, chè a me è toccato di giugno ma non è proprio il periodo più ortodosso. Facciamo che magari col lardo non ci fa niente, parecchia gente lo butta e via. Gli diamo una mano forenendo un po’ di bassa manovalanza e un paio di bottiglie di birra, e in cambio ce ne torniamo a casa con una decina di braciole, un bel pezzo di costato, e un bacile pieno di pacche di lardo da ritagliare e condire a piacere.

In una bacinella (lo so, la plastica non è proprio un tocco di classe) mettiamo due dita di sale grosso, disponiamo uno strato di lardo, condiamo con un trito di aglio, alloro, salvia, rosmarino, mirto e peperoncino, copriamo con altro sale grosso e via con un nuovo strato, finchè non siano finiti il lardo o la bacinella.

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Ora via in cantina, e attendiamo sei mesi che stagioni…

Andrea scripsit.

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Chioccia batte incubatrice 1-0. La gallinella ha fatto schiudere 6 uova su 7, la macchina infernale qualcosa come 10 uova su 24 (credo perchè s’era fulminata una lampadina di notte, quindi dal lato funzionante le uova si son cotte).

L’incubatrice è un mio vecchio progetto datato 2005, a sei mesi dalla laurea, ancora disoccupato, mi dilettavo così. Buttando soldi in termostati.

Ora ho un’altra gallina che cova uova di anatra muta (l’avevo già detto? mi pare di sì…), incrociamo le dita.

Andrea scripsit.

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Dopo numerosi disguidi e rinvii finalmente in via San Fortunato 3 è tornato il collegamento ADSL. E ovviamente torna quando io non sono più in casa, in questo momento scrivo da casa di Maria.

Eccomi tornato.

L’assenza di internet devo dire che si è risolta in un lavoro più continuo nell’orto ed in giardino, anche se il confine tra i due si sta facendo sempre più labile, con buona pace di mia nonna.

Le uova nell’incubatrice e quelle sotto la chioccia si sono schiuse con buona sincronia, così che ora la gallinella bianca si sta ciucciando 16 pulcini. Il 17esimo era deforme, abbiamo praticato un’eutanasia.

Un’altra chioccia sta covando le uova di anatra muta, speriamo bene. Il termine ultimo per la schiusa è il 17 maggio.

Abbiamo piantato i pomidoro “Re Umberto”, “Pisanello”, “Canestrino di Lucca”, “Green Grape” e “Rio Grande”, mancano i “Perini gialli”, i “Gardener’s delight” e i “Red Pear”, per i quali ancora non ho trovato posto.

L’arnia TBH è quasi ultimata, un amico apicultore dovrebbe aiutarmi a rimediare una colonia tra quelle “usa e getta” che usano nelle serre per l’impollinazione dei meloni e che lui cerca di recuperare…

Dalla prossima settimana prometto che arriveranno anche le foto, se non di tutto almeno di qualcosa…

Andrea scripsit.

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La settimana scorsa ho fatto il grosso delle semine, e ho posto i vasi a germinare in cantina (al calduccio). Ma appena le piantine spuntano è il caso di metterle al sole… ma al sole è freddo… quindi occorre una serra, che quella di 4 anni fa s’è fradiciata e l’abbiamo buttata. Ecco cosa occorre.

Dapprincipio dovete organizzarvi per frequentare le scuole elementari con il figlio di un vetraio, che diventerà poi vetraio anch’esso. Poi occorre che questo vetraio sia una persona distratta, che sbagli spesso le misure dei vetri e si ritrovi con pezzi di vetro termico inutilizzati in giro per il capannone, e sia disposto a regalarvene uno.

A questo punto vi fate un giro per la zona artigianale, e caricate su due-tre bancali o imballaggi di legno abbandonati di fianco a qualche cassonetto. Una volta arrivati a casa li schioderete, userete le tavole rotte per il fuoco e quelle integre le metterete da parte divise per lunghezza.

Misure del vetro alla mano (45×97, nel nostro caso) non dovrete fa altro che tagliare a misura ed inchiodare le tavole a formare un rettangolo alto un 20-25 cm, che posizionerete a terra coperto dal vetro.

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Et voila! il gioco è fatto. Ho anche provato a metterci dentro un cero da cimitero per scaldare un po’ l’ambiente, ma dopo un po’ si spegne. Evidentemente finisce presto l’ossigeno… eppure gli accoppiamenti delle tavole non sono poi così precisi, di spifferi dovrebbero essercene…

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L’anno venturo potrebbe anche decidere di diventare un letto caldo…

Andrea scripsit.

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Nel fine settimana barese abbiamo proceduto con una dimostrazione della nostra arte birraria, effettuando con mezzi di fortuna un mini-cotta.

La ricetta è stata creata usando il software qbrew. Vorrei caricare il file della ricetta, ma non mi riesce. Lo stile è “American Amber Ale”, gli ingredienti sono descritti nella pagina apposita.

Buone cotte a tutti…

Andrea scripsit.

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…aderisce al progetto di apicoltura cialtrona di Orto di Carta.

Nelle prossime puntate, troverete le  mie avventure da falegname alle prese con la Top Bar Hive

Che non è una classifica di arnie…

Ma prima devo procedere con la realizzazione di un banco da lavoro, chè è ora di smetterla di lavorare in terra o sulle ginocchia…

Andrea scripsit.

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